Lucia Diari (Mahzn): "Mister Borromei, complimenti per la vittoria. Oggi abbiamo visto un dominio assoluto nella gestione del possesso palla. Aver schierato una vera e propria cooperativa di palleggiatori a centrocampo ha annullato quasi totalmente il pressing asfissiante degli avversari. Era questa la mossa studiata a tavolino per far girare a vuoto i mediani dell'Aventino?"

Borromei: "Cerchiamo di preparare ogni partita al meglio e tutto quello su cui abbiamo voce in capitolo è sempre attentamente studiato. Sicuramente un rigore contro in apertura di match non aiuta ma la squadra ha una geometria che non ha nulla da invidiare a nessuno. Ovviamente poi quando giochiamo in questo stadio, i ragazzi possono sentire il cuore di tutti battere a mille e le prestazioni sono sempre al massimo. Ora testa alla prossima giornata."


Seprio (Augusta TV): "O'Leeny voglio dire una cosa. Tu fai entrare forze fresche a quindici minuti dalla fine, cambi modulo sperando di ribaltarla, ma due minuti dopo il cambio, Zuppa si è trovato solo davanti al portiere e vi ha graziato. Ma i ragazzi si parlavano in campo o stavano pensando già alla doccia? Non manca un po' di cattiveria?

O'Leeny: "Ciao giornalista... Quando fai un cambio a quindici dalla fine speri sempre che la squadra recepisca subito il nuovo ritmo. È vero: due minuti dopo Zuppa si è trovato davanti al portiere e ci ha graziato. Ma non è un tema di docce anticipate o di mancanza di cattiveria. È un tema di transizione mentale.

My nanny adorava il Rollerball, non il film, proprio lo sport che lei sperava diventasse reale. Diceva sempre che la differenza tra chi vince e chi perde non è la forza, ma la capacità di “sentire il cambio di ritmo prima degli altri e rompergli la clavicola”.

Ecco, oggi noi quel cambio l’abbiamo sentito un attimo dopo. Non mancava la cattiveria: mancava il sincronismo. Perché in campo puoi parlarti quanto vuoi, ma se non entri tutti nello stesso battito, succede che Zuppa ti scappa dietro la schiena e le clavicole restano intatte.

La cattiveria c’è. Solo che non è quella da rollerball che my nanny sognava. È una cattiveria più sottile: quella che ti fa restare lucido quando la partita ti mette alla prova, con o senza clavicole."